Digital Detox: perché dovresti farlo anche tu!

Ultimamente si fa un gran parlare di digital detox, soprattutto nell’ambito dei top manager, ma si tratta davvero di qualcosa che riguarda solo questo tipo di categoria oppure può interessare anche altre categorie?

Da quanto abbiamo letto e visto risulta evidente che un’eccessiva esposizione ai social media come Facebook, Twitter, Instagram, Tik Tok, Youtube, ecc. ha un impatto negativo sulla nostra vita.

Il problema non risiede ovviamente in questi strumenti ma nel modo in cui li utilizziamo.

Come insegnanti ci lamentiamo dei bambini che sono dipendenti dai videogiochi e che per questo motivo sono disattenti, agitati, aggressivi e iperattivi, ma noi siamo tanto diversi? I social sono a loro modo una tipologia di intrattenimento. Siamo incentivati a pubblicare foto e commenti e veniamo premiati con like e cuoricini. Si tratta di un gioco sofisticato, che si nasconde sotto la patina della socialità.

Quante volte ci siamo detti: “Ma lo uso per tenermi in contatto”, salvo poi, trascorrere tempo considerevole a fare scroll di contenuti pubblicati da perfetti sconosciuti. “Dura solo 30 secondi” ci diciamo, e così via ad un altro video che al momento magari ci dà anche piacere, ci fa divertire, ma di cui non ci resta nulla e potevamo fare tranquillamente a meno.

Ai social sopra citati si aggiungono quelli più subdoli perchè hanno una loro comprovata utilità, parliamo delle mail e dei servizi di messaggistica cone Whatsapp e Telegram. Sono social che utilizziamo per comunicare con la famiglia o con il lavoro e sembrano davvero indispensabili. Appena svegli cominciamo a controllare le notifiche e rivolgiamo subito l’attenzione alle richieste che gli altri ci fanno.

La domanda che ci sorge spontanea è: “Come facevamo prima?” Perchè un prima c’è stato e noi ce lo ricordiamo…
Quando leggevi un romanzo non venivi interrotto da messaggi di ogni sorta tutti dall’apparenza urgenti. La pubblicità ti raggiungeva solo quando guardavi la tv o ascoltavi la radio, non ti veniva infilata sotto il naso ogni tre righe di testo che leggevi. I gossip passavano sulle riviste cartacee e se non le compravi restavi beatamente ignorante sulla storia d’amore di turno. Ora siamo perennemente connessi e disturbati da un sacco di informazioni non richieste.

In nome della comodità e della velocità accettiamo di essere costantemente reperibili, costantemente distratti, costantemente concentrati su quello che accade fuori da noi.

Ci sono pomeriggi che si potrebbero riassumere in un “Ho risposto ai messagi e chattato con gli amici”.

Una volta almeno dovevi accendere il computer per utilizzare questi servizi, oggi riceviamo comode notifiche che ci ricordano di connetterci, di guardare, di donare il nostro tempo.

Già perchè il prezzo che paghiamo è il nostro tempo: la moneta più preziosa che abbiamo. Un conto sempre in esaurimento senza possibilità di recupero.

Ora, ci teniamo a puntualizzare che noi non demonizziamo affatto l’utilizzo dei social, anche perchè LIM è presente su tutte le piattaforme. Troviamo utile poterci confrontare con persone in tutta Italia e nel mondo, però riconosciamo che alcune volte facciamo fatica a mantenere un equilibrio.

Dopo aver visto l’intervento di Alessio Carciofi in una TED, ci siamo rese conto che effettivamente, rispetto a un tempo siamo meno concentrate di una volta. Spesso mentre scriviamo un articolo come questo veniamo interrotte 5-6 volte, facendo molta fatica a riprendere la concentrazione.

Gli studi ci dicono che il multi-tasking ci permette di fare più cose insieme ma con un abbassamento del 40% di produttività, quindi diventiamo più lenti.

Inoltre essere sempre connessi ci impedisce di riposare e aumenta il livello di stress.

Così abbiamo deciso di veificare quanto tempo effettivamente trascorriamo utilizzando il cellulare e internet in generale. Per farlo ci siamo appoggiate ai consiglidi Salvatore Aranzulla. Se sei curiosa o curioso di scoprire anche tu quanto utilizzi effettivamente il cellulare puoi seguire le istruzioni in questi articoli per il sistema operativo android e ios. Noi lo usiamo davvero molto…

Ma quali sono davvero i problemi che provoca un’alta esposizione a questi strumenti?

Come abbiamo detto prima i due principali problemi sono la diminuizione della concentrazione e la conseguente diminuizione di produttività e l’aumento dello stress e del nervosismo. Di fatto sembrano gli stessi sintomi di cui sono affetti i nostri alunni che utilizzano molte ore i videogiochi.

Questo non vuol dire che dobbiamo eliminare il cellulare completamente, ma dobbiamo ritagliare dei momenti della giornata in cui essere focalizzati su quello che facciamo.

Abbiamo bisogno di restare soli con i nostri pensieri, mettere in modalità silenziosa il cellulare.

Il nostro pensiero creativo, proprio come il nostro corpo, ha bisogno di riposo e con questo non intendiamo che occorre dormire di più: sonno e riposo sono due cose differenti.

Per ritrovare concentrazione e creatività abbiamo bisogno di diversi tipi di riposo:

  • riposo fisico passivo: sonnecchiare, dormire;
  • riposo fisico attivo: stretching, yoga, massaggi;
  • riposo mentale: spegnere il cervello ad esempio facendo brevi pause ogni due ore o praticando meditazione ed esercizi di respirazione;
  • riposo sensoriale: cercare il silenzio, luci soffuse, spegnere gli schermi di computer e cellulari. Chiudere gli occhi un minuto durante la giornata per guardare dentro invece che fuori;
  • riposo creativo: immergersi nella natura e farsi stupire da essa, vedere una mostra, ascoltare musica sinfonica,…;
  • riposo emotivo e riposo sociale: scegli di stare con persone che hanno un influsso positivo sul tuo umore, stai da sola con i tuoi pensieri;
  • riposo spirituale: connettere mente e corpo attraverso la meditazione o attraverso la preghiera e il volontariato.

In altre occasioni abbiamo provato a limitare il tempo che trascorriamo utilizzando al cellulare, ma un giorno o poche ore non hanno fatto grande differenza, quindi, sfruttando la pausa del Carnevale, abbiamo deciso di fare un detox digitale un po’ estremo e quindi disconnetterci per 5 giorni per poi ricominciare con il giusto equilibrio.

Effettuare uno stop così drastico permette di mettere in evidenza quali sono le app di cui abbiamo proprio bisogno e quelle che possiamo gestire con minor frequenza. ma soprattutto ci permetterà di notare qual è la frequenza con la quale controlliamo le notifiche o utilizziamo questo strumento come riempitivo.

Come impiegare il nostro tempo lontano dai media?
Leggendo ma soprattuto facendo passeggiate nella natura, il miglior rimedio per rinfrancare corpo e spirito.

Di recente abbiamo guardato il film “L’attimo fuggente” e abbiamo deciso di farci ispirare dalla frase di Henry David Thoreau che dal 1845 al 1847 fece un esperimento sociale andando a vivere in una capanna nel bosco. Il suo scopo era ricercare una connessione con la natura che a suo avviso si era persa a causa di una società troppo commerciale e industriale (se vedesse come siamo messi ora!).

Thoreau, durante questo soggiorno, scrisse un diario che poi venne pubblicato con il titolo “Walden ovvero la vita nei boschi”, dove l’autore voleva dimostrare come l’uomo sia in grado, in situazioni di privazioni, di riscoprire e apprezzare le piccole cose. La frase è questa:

“Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e in profondità, succhiando tutto il midollo della vita. Per sbaragliare tutto ciò che non era vita e per non scoprire in punto di morte che non ero vissuto.”

Torneremo attive mercoledì 2 marzo per raccontarti com’è stata questa esperienza!