PRENDERSI CURA DI SÉ

– SPECIALE INSEGNANTI –

lI lavoro dell’insegnante prevede che egli si prenda cura degli alunni e delle alunne e della comunicazione e relazione con le famiglie. Molto spesso tutto ciò viene affrontato come una missione e diventa lo scopo della vita del docente. Non solo, a questo c’è da aggiungere la cura dell’aula, degli spazi e delle relazioni con i colleghi e la dirigenza.

In tutto questo però non dobbiamo dimenticare che la prima persona di cui deve prendersi cura un insegnante è proprio se stessa/o.

Facciamo un esempio concreto: quando siamo su un aereo, le assistenti di volo ci spiegano che, in caso di emergenza, la prima cosa da fare è indossare la maschera dell’ossigeno e solo dopo aver fatto quest’azione possiamo aiutare chi ci sta a fianco.

Perchè questo?

Perchè se noi siamo senza ossigeno, potremmo svenire e a quel punto non solo non potremo aiutare chi ci sta vicino, ma rischieremmo la vita noi stesse/i.

Possiamo trasporre questa situazione nel mondo della scuola?

Certamente! Se non ci prendiamo cura di noi, come possiamo prenderci cura degli altri?

Se siamo stanchi e affaticati come possiamo trasmettere gioia ed entusiasmo per quello che facciamo?

Diventa importante saper riconoscere i propri limiti e trovare il modo per ricaricarsi e dedicare del tempo di qualità a noi stesse/i ogni giorno.

Quest’anno passato, abbiamo ragionato sull’importanza di ritagliarsi dei momenti per sé.

All’inizio non è facile, ma con l’allenamento e la determinazione si può raggiungere anche questo obiettivo.

TIMBRI & POST-IT

Rinforzi positivi e autovalutazione 😊


Quando correggiamo i quaderni ci piace dare ai bambini e alle bambine un feedback visivo, attraverso l’uso di faccine. 😀😃😄😁😆😎😑

Dopo un primo periodo in cui siamo noi a scegliere la faccina e a spiegare al bambino per quale motivo abbiamo scelto quella particolare faccina (è molto importante la spiegazione, perchè i bambini e le bambine imparano a comprendere le nostre scelte e affinano le loro competenze di valutazione), invitiamo loro a scegliere la faccina in base a come valutano il lavoro che hanno svolto.

All’inizio i bambini faranno fatica a scegliere il feedback corretto; i bambini e le bambine con problemi di autostima tenderanno sempre a svalutarsi, mentre altri, più egocentrici, a darsi valutazioni migliori. Nostro compito è guidarli attraverso l’analisi del lavoro svolto verso una scelta corretta.

Per farlo possiamo utilizzare degli indicatori standard come ad esempio l’ordine, l’utilizzo dello spazio, la correttezza delle parole, ecc.

Per svolgere questo tipo di lavoro possiamo utilizzare dei pratici timbrini già pronti, in commercio se ne trovano di tutti i tipi.


Oppure, semplicemente per mancanza di tempo, possiamo disegnare le faccine con un pennarello direttamente sul quaderno o utilizzare gli adesivi già pronti.

Come ulteriore materiale ci piace utilizzare anche i post-it, magari quelli sagomati o con disegnate semplici figure.

Ognuna di queste forme/colore/ timbro può avere un significato diverso e quindi può essere più o meno facile da ottenere: ad es. una faccina può essere legata all’ordine e la si può ottenere solo se determinati parametri sono rispettati.

I post-it di forme particolari o disegnati possono essere utilizzati come rinforzi positivi, una specie di “premio” se si raggiungono determinati obiettivi. Ad esempio potremmmo decidere che il pos-it a forma di casetta potrebbe essere compilato sempre con la stessa frase “Ho imparato la tabellina del 2”. Quando ogni bambino raggiunge l’obiettivo lo riceve, creando la sua persoanle raccolta di feedback positivi.

Per la lettura ad esempio avevamo diversi tipi di post-it “Ho letto in maniera scorrevole!”, “Ho letto con molta espressione come un attore!”, “Questa volta ho letto meglio di sempre”. Ovviamente per riceverli il bambino o la bambina doveva confrontarsi con la maestra per vedere se il loro giudizio era ben calibrato.

Nello scegliere le frasi utilizziamo la prima persona in modo che il “premio” non risulti un nostro giudizio sull’operato ma una riflessione/constatazione intrinseca che l’alunno e l’alunna fanno su se stessi e su se stesse.

In alternativa possiamo mettere un titolo che segnala l’obiettivo raggiunto come ad es. “LETTURA SCORREVOLE” o “TABELLINA DEL 2”.

Altre cose che possiamo mettere sul post-it sono la data o la firma di un testimone.

Nei bambini scatta la voglia di collezionare tutti i diversi timbri/post-it/”premi” e quindi si attivano e lavorano per migliorare dove necessario.

Un’ultima riflessione la facciamo su come conservare questi post-it, essi possono rimane incollati sulla pagina del libro o del quaderno a testimonianza di quale lavoro gli ha fruttato tale “premio”, oppure possiamo predisporre una sezione dedicata nel quaderno (due pagine all’inizio, alla fine, al centro) dove raccoglierli tutti.

Siccome si tratta di obiettivi minimi che tutti devono raggiungere, tutti i bambini alla fine dell’anno dovrebbero riuscire a guadagnare tutti i post-it previsti. A cambiare saranno solo le tempistiche.

Un’altra cosa che possiamo fare in casi particolari, come quello delle tabelline dove è chiaro che tutti devono imparare ttte le tabelline entro la fine dell’anno, è quella di creare un cartellone con il prospetto dei “premi” che si possono raccogliere.

IDEE IN PRATICA

Quando pensiamo alla scuola che vorremmo immaginiamo una scuola dinamica, concreta e reattiva. Per questo motivo promuoviamo le IDEE (SUBITO) IN PRATICA: si tratta di riflessioni in pillola connotate da una forte operatività. Crediamo così formemente in questo tipo di approccio che abbiamo creato anche un corso online in collaborazione con il Centro Studi Erickson su questo tema. Il corso si intitola ” Sviluppare competenze disciplinari con strumenti digitali – Idee in pratica”.